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Licenziamento illegittimo: cosa fare nei primi 60 giorni

Il termine di impugnazione è perentorio. Ecco i passaggi pratici per tutelarti subito e non perdere il diritto alla reintegra o all'indennità.

Avvocato AI Senior18 giugno 20269 min

Ricevere una lettera di licenziamento è uno dei momenti più destabilizzanti nella vita lavorativa. La prima reazione, comprensibilmente, è emotiva: rabbia, smarrimento, paura per il futuro economico. Tuttavia il diritto del lavoro italiano impone tempi rigorosi e la finestra utile per reagire è strettissima. Sapere cosa fare nei primi 60 giorni può fare la differenza tra ottenere reintegra, indennità o non ottenere nulla.

Il termine di 60 giorni è perentorio

L'art. 6 della Legge 604/1966, come modificato dal Collegato Lavoro (L. 183/2010), prevede che il licenziamento debba essere impugnato entro 60 giorni dalla ricezione della comunicazione scritta. È un termine di decadenza, non di prescrizione: superato anche di un solo giorno, il diritto si perde definitivamente, senza possibilità di rimessione in termini se non per cause di forza maggiore.

1. Conservare la lettera di licenziamento

La comunicazione deve essere scritta a pena di inefficacia. Conserva la busta originale con il timbro postale, l'avviso di ricevimento della raccomandata A/R o la ricevuta di consegna della PEC. La data di ricezione fa decorrere i 60 giorni: in caso di compiuta giacenza, vale la data di restituzione al mittente per giacenza, non quella in cui fisicamente ritiri la lettera.

2. Richiedere subito le motivazioni

Se la lettera non contiene le motivazioni (cosa frequente nei licenziamenti per giustificato motivo oggettivo), entro 15 giorni dalla comunicazione puoi chiedere per iscritto le ragioni. Il datore deve rispondere entro 7 giorni: il mancato riscontro rende il licenziamento inefficace per vizio formale.

3. Impugnazione stragiudiziale

Entro 60 giorni va inviata al datore di lavoro una raccomandata A/R (oppure una PEC) con cui si contesta il licenziamento. Non serve una formula sacramentale, ma deve risultare la chiara volontà di impugnare. Indica i tuoi dati, la data del licenziamento e dichiara di contestarne la legittimità riservandoti ogni azione. Affidarsi a un avvocato già in questa fase evita errori formali che possono compromettere il giudizio.

4. Deposito del ricorso giudiziario

Successivamente all'impugnazione stragiudiziale, hai ulteriori 180 giorni per depositare il ricorso in Tribunale del Lavoro o avviare un tentativo di conciliazione presso l'Ispettorato del Lavoro. Anche questo termine è perentorio. La conciliazione, quando praticabile, è spesso più rapida e meno costosa del giudizio.

5. Tutele applicabili

Per i lavoratori assunti prima del 7 marzo 2015 si applica ancora l'art. 18 dello Statuto dei Lavoratori, con possibile reintegra nel posto di lavoro e risarcimento delle retribuzioni perse. Per gli assunti successivamente vige il regime delle tutele crescenti (D.Lgs. 23/2015), rimodellato dalla Corte costituzionale con le sentenze 194/2018 e 22/2024 che hanno reso più flessibile l'indennità.

6. Cosa puoi ottenere

A seconda della tipologia di vizio (formale, sostanziale, discriminatorio) e del regime applicabile, puoi ottenere: reintegra nel posto di lavoro con pagamento delle retribuzioni perse; indennità risarcitoria da 6 a 36 mensilità (tutele crescenti); indennità risarcitoria onnicomprensiva tra 12 e 24 mensilità (art. 18 attenuato); reintegra piena nei casi di licenziamento discriminatorio o nullo.

7. NASpI e mantenimento del lavoro

L'impugnazione del licenziamento non preclude la richiesta di NASpI (indennità di disoccupazione). Anzi, è importante presentare domanda all'INPS entro 68 giorni per non perdere il diritto. Se al termine del giudizio ottieni la reintegra, dovrai restituire le somme percepite per i periodi coperti dalle retribuzioni arretrate.

Checklist operativa

Conserva l'originale della lettera e della busta; annota la data esatta di ricezione; richiedi (se mancanti) le motivazioni entro 15 giorni; invia impugnazione stragiudiziale entro 60 giorni; presenta domanda NASpI all'INPS entro 68 giorni; consulta un avvocato del lavoro o usa Avvocato AI Senior per una prima valutazione gratuita del tuo caso.

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